Tutte le parole del mare

Cudi/13 Agosto

Mia Signora, il veliero riposa le ali stanche nel porto di Cudi. Gli uomini sono scesi a terra per rifocillarsi e vivere le brevi gioie che donne sconosciute hanno offerto loro. Alcuni si sono abbandonati completamente all’isola e son venuti a comunicarmi la decisione di non salpare più. Conosco il sussulto che quest’isola sa provocare. Ho lasciato molti uomini qui negli anni. Non sono sconvolto. Se fosse per me, salperei solo con Jorvik, lui è l’unico a sentire quel fremito sconvolgente la notte, quando la nostra amaca oscilla tra le onde e i sogni; lui è l’uomo a cui donerei il mio veliero se non avessi più ragione di andare per Mare.

Nel silenzio di giorni sonnecchianti sono rimasto sulla mia nave. Me ne sono stato seduto qui a fissare ogni particolare.

Anche Jorvik è sceso. Lui, però, non si è abbandonato alle frivolezze della carne, ma è sparito tra le sabbie corvine e i fichi d’india alla ricerca dell’Amore che conobbe al tempo in cui eravamo molto giovani e impazienti di scoprire il mondo.


CHE LIBRO È?

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“Tutte le parole del mare” è un romanzodi MOKA edito dalla casa editrice Arpeggio Libero.

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ABSTRACT


Allontanarsi dalla realtà, staccarsi da ogni concezione umana e affidarsi all’anima: i presupposti per la lettura di questo libro.

Si viaggia in un mondo reale e non reale al tempo stesso, percepibile attraverso la propria intimità; s’incontrano personaggi che si confondono con le onde e il vento, eppure veri. A discrezione del lettore intuire. A lui il compito d’identificarli attraverso il sentire, così che Jorvik è il ritorno al dovere, Petra la forza che regge il corpo.

Un viaggio forse onirico, forse vero, fra isole, strapiombi e pericoli. Un viaggio che come vele al vento si spiega fra le righe di un romanzo epistolare, da vivere attraverso l’empatia col protagonista; un pirata poeta, che percorre la vita in simbiosi con la natura, ricavando da essa nutrimento per lo spirito, al fine di ritornare da Lei. Ogni isola, ogni anfratto un sentimento, perché i sentimenti, in fondo, sono tutte le parole del mare.


RECENSIONE  DI ANTONIO BORGHESI


L’editore mi ha chiesto, prima d’andare in stampa, una revisione di questo libro dal titolo intrigante per chi, come me, ama il mare e ne ha solcati parecchi nei suoi trascorsi anni. Devo ammettere che non amo molto il fantastico e non leggo spesso nemmeno le poesie e sin dalle prime battute mi sono ritrovato invece con un racconto che comprende ambo i generi. Per dovere professionale ho continuato nella lettura ed è stato come con un ottimo vino dall’etichetta sconosciuta. Ho dovuto terminare la bottiglia. Impossibile non farlo e alla fine mi son ritrovato ubriacato dalle fantastiche peripezie dei fiabeschi personaggi, dalle cruente battaglie sul mare tra vascelli dalle vele spiegate dal vento, dai duelli a terra tra i malvagi e chi difende i propri ideali, da sprazzi di garbata ironia, ma soprattutto dall’Amore; il filo che lega tutte le avventure dei vari personaggi. L’amore fra l’uomo e la donna, quello fraterno, quello tra genitori e figli e quell’immenso del Capitano Senza Nome per la sua donna da cui si è allontanato e che deve assolutamente ritrovare. Ma in tutto ciò non c’è niente di veramente nuovo ed eccitante penserete voi. Vero. Ma qui c’è la prosa poetica con la quale Moka ha scritto questa sua fantasia. Ed è quella che mi ha ubriacato. Ho letto veramente molto in tutta la mia vita ma personalmente nulla che solo si possa avvicinare a questa che personalmente ritengo una nuova forma letteraria. Qualche autore è riuscito a comporre e scrivere solo alcune frasi di questo genere nel corpo di un intero romanzo. Moka l’ha fatto per tutto il suo bellissimo libro.

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. lucaterlizzi ha detto:

    Recensione di Antonio Borghesi: “L’editore mi ha chiesto, prima d’andare in stampa, una revisione di questo libro dal titolo intrigante per chi, come me, ama il mare e ne ha solcati parecchi nei suoi trascorsi anni. Devo ammettere che non amo molto il fantastico e non leggo spesso nemmeno le poesie e sin dalle prime battute mi sono ritrovato invece con un racconto che comprende ambo i generi. Per dovere professionale ho continuato nella lettura ed è stato come con un ottimo vino dall’etichetta sconosciuta. Ho dovuto terminare la bottiglia. Impossibile non farlo e alla fine mi son ritrovato ubriacato dalle fantastiche peripezie dei fiabeschi personaggi, dalle cruente battaglie sul mare tra vascelli dalle vele spiegate dal vento, dai duelli a terra tra i malvagi e chi difende i propri ideali, da sprazzi di garbata ironia, ma soprattutto dall’Amore; il filo che lega tutte le avventure dei vari personaggi. L’amore fra l’uomo e la donna, quello fraterno, quello tra genitori e figli e quell’immenso del Capitano Senza Nome per la sua donna da cui si è allontanato e che deve assolutamente ritrovare. Ma in tutto ciò non c’è niente di veramente nuovo ed eccitante penserete voi. Vero. Ma qui c’è la prosa poetica con la quale Moka ha scritto questa sua fantasia. Ed è quella che mi ha ubriacato. Ho letto veramente molto in tutta la mia vita ma personalmente nulla che solo si possa avvicinare a questa che personalmente ritengo una nuova forma letteraria. Qualche autore è riuscito a comporre e scrivere solo alcune frasi di questo genere nel corpo di un intero romanzo. Moka l’ha fatto per tutto il suo bellissimo libro.”

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