Mi è andata bene perché sono un artista

Il contatto delle dita della mia mano destra con la ceramica liscia della candela di accensione mi sta inebriando. Avrà almeno trent’anni, l’odore di grasso lubrificante e scintille è rimasto. Nella sinistra stringo una bottiglia. I polpastrelli accarezzano lenti i rilievi dorati che ne blasonano l’etichetta. Roba buona, ricevuta clandestinamente. Quello che accadrà tra poco non rimarrà nella…

Di purezza e impenetrabilità

Troppi anni fa per contarli tutti, decise di rincorrere i gesti ed amarli con tutto se stesso, per un manichino vestito bene. Si trovava proprio sullo stesso marciapiede ma con occhi ed acciacchi più piccoli. Eretto e pulito, aveva una mezz’ora di pausa prima di ritornare in ufficio: era il suo primo giorno di lavoro…

Non devi sentire le urla di mio padre

Ti butto per terra e incrocio le braccia. Mia madre non dice nulla e ti raccoglie. Ha il volto sbiadito. Mi guarda con occhi misti di rabbia e delusione. La torta gelato si sta già sciogliendo. È agosto. Un compleanno da schifo, mi dico, mentre trattengo le lacrime. Evito lo sguardo di mio padre. Anche…

Qualcuno mandava avanti il mondo, qualcuno se lo mangiava a colazione

Il palazzo, visto da vicino, da dentro, era, se possibile, ancora più vecchio e decrepito di quanto si intuiva da fuori. L’ascensore era interamente ricoperto di scritte – insulti osceni, minacce di morte, parole in arabo e in russo. E se ci fosse rimasto bloccato, là dentro? Ma l’ascensore, arrancando, era arrivato al sesto piano:…

E poi si guardò la punta dei piedi

Il cassetto è mezzo vuoto, riempito soltanto da una ventina di buste ammassate alla rinfusa. Lui lo sa quale sta cercando. La busta che prende in mano è sigillata, ma non c’è nessun francobollo appiccicato, né timbro postale. Però c’è una scritta sul retro. C’è scritto il nome di Italia e il suo cognome, e…

Non c’è Luna migliore di una TV sulla Terra

Riuscì a percepire il silenzio, quel silenzio filtrato dal casco e dalla tuta protettiva, che in qualche modo riusciva a sentire nitidamente. Il silenzio aveva diverse valenze nella sua mente e nella sua memoria: era pesante e opprimente durante le lunghe ore di studio sui libri durante la permanenza all’Università; era curativo e salutare quando…

Il nonno di Panino aveva previsto tutto

E per tutto intendo davvero tutto: il complotto sovietico, la guerra nucleare, l’imminente fine del mondo. Nessuno di noi ha mai saputo come avesse fatto né come avrebbe reagito il 26 aprile di quel 1986, quando la centrale di Chernobyl esplose e liberò le sue radiazioni sull’Europa intera. Di sicuro avrebbe detto che non era…

Modulo di richiesta di perdono

L’intenzione del postino sul marciapiede, avvolto nel suo paraneve postifero, era d’introdursi nel palazzo con l’aiuto di un plausibile ottuagenario che: gli avesse tenuto aperto il portone, uscendo, con un prego; avesse ricevuto in risposta un grazie; si fosse riservato l’ultima parola con un si figuri. La strategia si rivelò efficace, cosicché il postino godette…

Un nirvana con la pipa in bocca

L’uomo non è stato progettato per scegliere, ma per vivere felice in un giardino incantato, pieno di frutti e prelibatezze a perdita d’occhio. L’uomo non è stato creato a immagine e somiglianza di Dio, mannaggia a quell’amanuense disattento che nella notte dei tempi ha scambiato una parola per un’altra, o forse ci ha messo del…

La vita è una partita a poker

Nasci con cinque carte in mano. È il destino che ce le mette. Puoi fare tante cose con quelle cinque carte. Puoi passare la mano, rinunciare, affondare, rinchiuderti in te stesso. Puoi cercare di sostituirle senza sapere quello che avrai in cambio, se ti andrà meglio oppure peggio. Puoi puntare poco, puntare tanto, bluffare, diventare…

Non era un addio

Taki superò il nastro che delimitava la zona di manutenzione nella zona ovest del cimitero e raggiunse la tomba di Ariadne, posandovi i fiori di morfoplastica che aveva portato. In quanto capo dell’ufficio preposto al controllo trasmissioni, poteva girare liberamente per il cimitero senza che nessuno potesse dirle niente. Fissò lo schermo nero a cristalli…

Messia Meccanico

Roma, estremità est di Via della Conciliazione. Ore 12, A.D. 2050. L’interno della grande basilica era freddo, silenzioso… Immobile, proprio come ciò che l’uomo aveva davanti a sé. You God era di fronte a lui. La sua pelle metallica ormai opaca  e  impolverata,  le  giunture  ossidate.  Anche  se  avesse voluto,  non  avrebbe  potuto  alzarsi.  Solo  il…