45.80

Un giorno avevo incrociato un uomo mentre aprivo il portone per rientrare. Era grosso, con la pancia che sporgeva così tanto da poter contenere un’altra persona, un gemello nascosto. Si era avvicinato e mi aveva parlato così, all’improvviso. «Venti e quarantacinque», aveva detto. Ed io ero rimasta lì ferma a fissarlo, chiedendomi come mai tutti…