Quando avevo dodici anni la mia famiglia era ancora intera

Si ammalavano tutti ma noi no. Mia madre diceva che eravamo immuni ma non ci credeva neanche lei. Mio padre diceva che era per quello che mangiavamo. Per lui tutto aveva una ragione e non gli piaceva risparmiare, soprattutto sul cibo. Diceva che la gente si ammalava per quello schifo di carne in scatola. Mio…

Non devi sentire le urla di mio padre

Ti butto per terra e incrocio le braccia. Mia madre non dice nulla e ti raccoglie. Ha il volto sbiadito. Mi guarda con occhi misti di rabbia e delusione. La torta gelato si sta già sciogliendo. È agosto. Un compleanno da schifo, mi dico, mentre trattengo le lacrime. Evito lo sguardo di mio padre. Anche…

Non temerò alcun male

Nel sogno ero a piedi nudi in riva al mare. Davanti a me c’era un vecchio bluesman solitario, che suonava una chitarra acustica seduto sulla sabbia, con un cappellaccio in testa. Davanti a lui c’era una grande candela accesa, e accanto un’altra quasi consumata. “Vecchio bluesman solitario” dicevo nel sogno “che piacere incontrarti, cosa ci…

Qualcuno mandava avanti il mondo, qualcuno se lo mangiava a colazione

Il palazzo, visto da vicino, da dentro, era, se possibile, ancora più vecchio e decrepito di quanto si intuiva da fuori. L’ascensore era interamente ricoperto di scritte – insulti osceni, minacce di morte, parole in arabo e in russo. E se ci fosse rimasto bloccato, là dentro? Ma l’ascensore, arrancando, era arrivato al sesto piano:…

E poi si guardò la punta dei piedi

Il cassetto è mezzo vuoto, riempito soltanto da una ventina di buste ammassate alla rinfusa. Lui lo sa quale sta cercando. La busta che prende in mano è sigillata, ma non c’è nessun francobollo appiccicato, né timbro postale. Però c’è una scritta sul retro. C’è scritto il nome di Italia e il suo cognome, e…

Non c’è Luna migliore di una TV sulla Terra

Riuscì a percepire il silenzio, quel silenzio filtrato dal casco e dalla tuta protettiva, che in qualche modo riusciva a sentire nitidamente. Il silenzio aveva diverse valenze nella sua mente e nella sua memoria: era pesante e opprimente durante le lunghe ore di studio sui libri durante la permanenza all’Università; era curativo e salutare quando…

Li riconosco i kamikaze

Lucio Dalla è stato il primo ad accorrere da me dopo il colpo di pistola. «Ciao Luigi caro. Ti stavo aspettando.» Ogni volta mi abbraccia. Si aspetta il caldo che gli manca e che non posso dargli. Deluderlo mi fa male. È l’inadeguatezza a renderci uguali. La tv è già accesa, e quella scatola illuminata…

Sette sporchi cani muti e un abbaino

Associazioni mentali. Scrivere. Ansia. Count-down. Panico. Tremore. Blocco. Confusione. Dubbi. Incertezze. Perplessità. Paura di deludere. Aspettative. Responsabilità. Nevrosi. Respiro. Insonnia. Apatia. Fame. Fama. Disorientamento. Obiettivo. Meta. Lontano. Irraggiungibile. Scappare. Via. Strada. Automobili. Sognare. Volare. Palloncini. Sole. Occhiali. Cappello. Nascosto. Solitudine. Mare. Acqua. Doccia. Cantare. Dilettante. Vento. Incomunicabilità. Antonioni. Intellettuali. Giornalisti. Produttori. Soldi. Investimento. Spreco. Consumo….

Sei l’unico amico che mi rimane

Nella camera da letto tutto era candido e asettico; luci al neon, tende a pannello, un crocifisso d’acciaio sulla parete sopra la testiera. Il vecchio giaceva su una branda reclinabile di alluminio, il corpo scheletrico, bianchissimo, quasi indistinguibile dalle coperte. Lunghi e intricati tubi di gomma azzurra e bianca collegavano polsi, dita, narici, e gola…

Il nonno di Panino aveva previsto tutto

E per tutto intendo davvero tutto: il complotto sovietico, la guerra nucleare, l’imminente fine del mondo. Nessuno di noi ha mai saputo come avesse fatto né come avrebbe reagito il 26 aprile di quel 1986, quando la centrale di Chernobyl esplose e liberò le sue radiazioni sull’Europa intera. Di sicuro avrebbe detto che non era…

Modulo di richiesta di perdono

L’intenzione del postino sul marciapiede, avvolto nel suo paraneve postifero, era d’introdursi nel palazzo con l’aiuto di un plausibile ottuagenario che: gli avesse tenuto aperto il portone, uscendo, con un prego; avesse ricevuto in risposta un grazie; si fosse riservato l’ultima parola con un si figuri. La strategia si rivelò efficace, cosicché il postino godette…