Ho scoperto un passaggio segreto

“Ho scoperto un passaggio segreto” esclama Florjan. Ha le dita appiccicose, che sanno ancora di zucchero filato. (…) Werner e il suo miglioramico corrono verso la porta a vetri girevole. (…) Florjan vuole essere lui ad aprire il varco. Teme che Werner non sia sufficientemente forte.

“No, lo faccio io” insiste Werner. “Tu incollati alla mia schiena e tieni lontani gli invasori.”
Sebbene contrariato, Florjan capisce al volo che l’amico vuole solo dimostrare a sua madre di essere un uomo capace di varcare soglie e mostrarle nuovi orizzonti, specie il giorno dopo che suo padre ha minacciato di andarsene di casa.

Lei nel frattempo entra e li aspetta dall’altra parte. Sorride, e con le braccia incrociate, è spettatrice del loro ingresso nel labirinto dove il tempo si fermerà e li condurrà, vetrina dopo vetrina, verso l’ebbrezza della libertà. Suo figlio la saluta. Li divide solo un vetro, poi potranno incamminarsi, orgogliosi e fieri, in mezzo alla gente. Werner vuole il potere dei grandi, pensa in quell’istante. Loro hanno le chiavi dell’universo.

Si prepara, gonfiando i polmoni d’aria e sgranchendo le dita.
“Stammi attaccato” ordina a Florjan. Lui si appoggia, le schiene aderenti. Ma qualcosa, nel meccanismo delle aspettative, si inceppa. Prendendo la rincorsa, per spingere la porta, Werner inciampa e cade per terra. La faccia gli arde per la vergogna. Florjan gli piomba addosso e picchia un gomito.

Werner alza lo sguardo verso sua madre. Allunga la mano. È intrappolato in un limbro. Lei non sa cosa fare. Non può entrare nel suo mondo, lui non può entrare in quello di lei. Rimane immobile a fissarla, mentre picchia la mano contro il vetro. Florjan aiuta l’amico ad alzarsi, ma lui lo allontana e continua a battere i pugni contro la porta. Se fosse un adulto, il vetro si frantumerebbe e lui raggiungerebbe sua madre. Ma i pugni non fanno nemmeno rumore.

Sono troppo piccolo per cambiare il corso degli eventi.


CHE LIBRO È?

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Wienna è un romanzo di Christian Mascheroni pubblicato nel 2012 da Las Vegas Edizioni. Per saperne di più e acquistare il libro, visita il sito dell’editore.


ABSTRACT

Werner si prepara ad atterrare a Vienna, città natale. E mentre sfoglia il suo diario affiorano altri ricordi più lontani, fatti di luoghi che credeva abbandonati, di genitori spesso assenti e di loro, i miglioramici: Florjan impavido domatore di serpenti, Astrid bellissima e tormentata come la tristezza e Reinhold mascherato da uomo sicuro e vincente. Una casa a cui ritornare, i suoi miglioramici, una spalla a cui aggrapparsi per riappacificarsi con le proprie colpe, le proprie scelte di vita e il destino stesso. Camminando su strade che forse non riconoscono più i suoi passi, Werner insegue il proprio passato accompagnato da fantasmi da scacciare, in una lunga notte verso i suoi trent’anni sotto il continuo presagio della fine di qualcosa.


RECENSIONE

Dove sei stato, Werner? Hai lasciato Vienna, tua madre, i miglioriamici, che si scrive tutt’attaccato, un’unica parola. Sentivi la vita sfuggirti tra le dita e sei partito, sei andato a Milano, a Milano e nel resto del mondo… e com’è andata? Torni su un aereo, con in mano un quaderno, uno scrigno di ricordi, accanto a Borgun, l’uomo del jazz, con le cuffie bianche dell’iPod nelle orecchie e una playlist chiamata “Leben”, vita. Questo vivere che è pezzi di canzoni, vecchi ricordi, nastri di musicassette che diventano serpenti, pianoforti dipinti sui muri di casa…

Mi ricordi certi grandi scrittori che mi piacciono tanto, Werri. Mi ricordi gli eroi tragici di Hemingway e Murakami. In particolare, mi ricordi “Fiesta”, ovvero “Il sole sorge ancora”, e “Norwegian Wood”, ovvero “Tokyo Blues”, storie di gioventù, amicizia, nostalgia e distruzione. Come quei due ci hanno raccontato Parigi e la Spagna ai tempi della generazione perduta e il Giappone nel pieno della rivoluzione dei costumi degli anni ’60, tu ci porti in Austria e in Italia nel 2012, data apocalittica da fine del mondo.

E ci porti tra i sogni e le speranze dei quasi-trentenni, dei millennial senza lavoro e futuro, senza idee troppo precise su politica e religione, ma che hanno un ideale più semplice, più vicino, più concreto: l’amicizia vera, la miglioramicizia, questa fratellanza che ci rende uniti e sempre pronti a sacrificarci per il bene dell’altro. Affetto autentico, allegria pura, compagnia sincera.

Come il figliol prodigo ritorni a casa, arrivi fino alla soglia di casa, ma dentro ci sono altre persone, e tua madre riesci a vederla solo di sfuggita, da lontano, prima che un passaggio segreto si chiuda per sempre. Allora, sempre come il figliol prodigo, festeggi con gli amici, perché eri disperso e hai ritrovato te stesso, hai visto la luce, hai trovato la strada.

Quanta purezza in un ricordo d’infanzia, in una fantasia da bambini, in una polaroid sbiadita! Purezza che resta viva grazie a questi legami così forti, indissolubili, purezza che mantiene in uno stato d’innocenza assoluta ragazzi che truffano, taccheggiano, mentono, si prostituiscono. Ragazzi che si ritrovano finalmente tutti insieme dopo anni d’assenza, e passano insieme un paio di giorni indimenticabili in cui tutto è concesso, come se fossero gli ultimi. Come se fossero gli ultimi.

Florjan, Astrid e Reinhold sono cresciuti, il tempo è passato, ma il loro affetto non è venuto meno. Tre persone, tre archetipi, tre modi di amare molto diversi tra loro, ma tutti compatibili, anzi un abbinamento perfetto, micidiale, come un cocktail rischioso e mai provato.

Esploriamo Vienna, la tua Wienna con la w, perché è parte di te, con i tuoi occhi, mentre ci parli di strade, piazze, bar, monumenti, librerie, chiese e artisti di strada, confrontando il presente coi momenti migliori della playlist dei tuoi ricordi. Guardiamo coi tuoi occhi, ascoltiamo con le tue orecchie, e tocchiamo, gustiamo, annusiamo questi giorni speciali, giorni irripetibili…

Con questo libro Christian Mascheroni ci fa un regalo stupendo, portandoci per mano nei momenti più importanti della vita di quello che forse è una sorta di alter ego, un riflesso capovolto e caleidoscopico della versione esagerata e pericolosa della sua biografia, in cui però instillare tutto l’affetto, la passione e la sensibilità che lo contraddistinguono.

È un romanzo che alterna percezioni e memorie, sensazioni e ricordi, con l’atmosfera di un lungo pomeriggio estivo che sembra non finire mai ma poi, alla fine, il sole tramonta… Wienna è uno di quei libri che puoi leggere tutto d’un fiato o un capitolo a settimana o addirittura al mese: non fa differenza, è una storia, nel suo piccolo, eterna, che ti aspetta con pazienza per proseguire e volgere al termine.

Io, onestamente, ho fatto entrambe le cose: ho letto il libro nell’arco di tanti mesi, ma ogni volta che lo leggevo divoravo i capitoli. E percependo questa sensazione di “eterno pomeriggio”, ammetto di aver deliberatamente prolungato il tempo di lettura per godermi qualche ora di sole in più prima del tramonto.

Sarò sincero: questo potrebbe essere il miglior libro che leggerò nel 2018. Anche semplicemente a risfogliarlo ora che l’ho finito, non posso non notare quanto sia incredibilmente denso di dialoghi, momenti, gesti, descrizioni, poesie in prosa: c’è tanto da scoprire e riscoprire, e a mio avviso merita anche più di una sola lettura per essere gustato appieno.

Ora che ci avviciniamo ai mesi estivi, non viaggiate solo col corpo: fatevi un regalo e viaggiate anche con l’anima, con la fantasia e andate non a Vienna, ma a Wienna, capitale perduta e ritrovata della geografia delle emozioni di Christian Mascheroni.

Cosa pensi dell’estratto? Credi che il romanzo abbia un finale a sorpresa? Parliamone nei commenti!

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