Non dormiva più da quando aveva smesso di credere

Immateria era tutto intorno a lei. Immateria era lei… né corpo, né carne, solo mente e ragione in un’esistenza ormai divenuta eterna. Barbara osservava il mondo intorno a lei costituito da interminabili catene di dati in continuo movimento, che lo rendevano solo un pallido riflesso del mondo reale. Lei che era la prima abitante, attendeva coloro che sarebbero arrivati. Lo faceva con i suoi occhi finti, con occhi di Immateria. Poteva fare questo e tante altre cose, ma non riusciva più sentire… no, non i suoni quelli li sentiva. Non poteva più “sentire”… se stessa, gli altri, ciò che la circondava. D’altronde Immateria non era fatta per essere “sentita” ma solo vissuta, come l’increspatura di un’onda che non è cosciente dell’acqua che la circonda. Barbara pensava continuamente, anche questo poteva ancora farlo. Una mente sempre vigile, di notte e di giorno, poiché non dormiva mai… Non dormiva più da quando aveva deciso di credere… Ovvero da quando aveva smesso di credere… Si mosse all’interno della Matrice, la culla madre di Immateria. Da lì essa si propagava fino a estendersi per il momento a tutta la villa dei Daruma. Diversi ettari di terreno, a pensarla in termini umani, ma lì dentro non esistevano né spazio né tempo e lei poteva cambiare colore e forma a proprio piacimento. Quella umana era solo un aspetto della sua multiforme esistenza, era quella che Norma le aveva chiesto di assumere quando si trovava fuori dalla Matrice, perché in questo modo era più facile interagire con gli esseri umani. Con la signora Daruma e con Norma, per la verità, perché non ne aveva visti altri finora. A parte… Il signor Daruma, il padre di Norma, con il quale non aveva ancora avuto modo di entrare in contatto. Lei poteva andare e venire quando voleva dalla Matrice, contrariamente a quello che pensava la signora Daruma. Non era soggetta a comandi vocali, non più. Era uscita, quella mattina, per andare nella veranda. Con la forma di un’ape aveva potuto assistere alla conversazione dei signori Daruma, così aveva visto Alessandro per la prima volta. Abbandonò di colpo la sua attuale forma per trasformarsi in un vortice di dati, spezzò tutte le catene e le ricompose. Vorticò violentemente intorno a una specie di bozzolo che conteneva un altro essere. Immateria conservava memoria di se stessa in un archivio a cui lei aveva accesso. Lì un giorno aveva trovato tracce della sua nascita. Aveva visto un bozzolo formarsi da un seme di Immateria che, lentamente, si era trasformato in lei. Era nata da quel seme, per questo era logico pensare che presto Immateria avrebbe avuto un altro abitante del tutto simile a lei. A quel punto uscì dalla Matrice, trovandosi di fronte alla bara di Norma. Il suo corpo privo di vita era lì dentro, come in un bozzolo.


CHE LIBRO È?

Annarita Pettino - Immateria

Immateria – Oltre la matrice è un romanzo di fantascienza cristiana di Annarita Petrino pubblicato nel 2016 da Edizioni Il Papavero. Si può acquistare online sul sito dell’editore o su IBS.


ABSTRACT


L’acqua lambisce e sovrasta la città di Nova Julia. Due sono i livelli del mare, come due sono i mondi che si svelano agli occhi del lettore: quello reale di Norma, giovane scienziata affermata nel mondo della tecnologia e il mondo dove vive Barbara… Immateria. La Matrice è il cancello che mette in comunicazione i due mondi, a volte distinti, a volte sovrapposti. Come in un mare in apparenza calmo, l’alternarsi delle vicende che vedono coinvolti Lorena e Alessandro, i genitori di Norma, porta il lettore a scoprire un vulcano che sta per esplodere e a confrontarsi inevitabilmente con le proprie convinzioni sulla vita dopo la morte.


RECENSIONE


Sembra un bel futuro, sereno, tranquillo. Un futuro in cui anche le provinciali città abruzzesi sono così immerse nel progresso da aver cambiato persino nome. Ed è quello il più grande problema in un mondo così rassicurante. Il nome, l’identità. Prendiamo ad esempio la famiglia Daruma. È un nome interessante, che riecheggia (a quanto pare all’insaputa della stessa autrice) quello delle statuette votive dedicate a Bodhidarma, celebre monaco buddista zen del 6° secolo d.C. Secondo la leggenda, Bodhidharma passò nove interi anni in meditazione fissando un muro e gli caddero gambe e braccia per l’atrofia. Durante quei nove anni si addormentò una sola volta, e la cosa lo fece tanto infuriare da portarlo a tagliarsi le palpebre.
In maniera del tutto analoga, ogni membro della famiglia Daruma vive un suo speciale tipo d’isolamento, una difficoltà a comunicare che lo porta a stili e a scelte di vita radicalmente diversi l’uno dall’altro. Norma, la figlia reclusa e genio dell’informatica, vede morire la sua migliore amica, forse la sua unica amica. Ne deriva un’ossessione che la porterà a cercarla (e a ritrovarla) nel cyberspazio.
Più che a una condanna del web e della tecnologia, il romanzo assomiglia a una sensibile analisi sui problemi dei più giovani, la loro difficoltà a comunicare con gli altri e la loro facile caduta in varie forme di dipendenza che possono anche portare a conseguenze tragiche.
E quello che resta ai genitori è davvero poco: oggetti personali, fotografie e altri ricordi che riempiono le case e i profili su Facebook o Instagram.
Norma riesce a trasformare quelle foto, quei video social in un simulacro della sua amica, una simulazione che ne ha l’aspetto ma non il cuore, perché questo fa il talento al servizio dell’ossessione. Quando invece è libero i risultati sono altri: basti pensare al meraviglioso ologramma d’arte sacra che la madre di Norma vedrà esposto in una chiesa restando senza parole.
Ancora una volta le trame e i temi scelti da Annarita Petrino riescono a colpire e a sorprendere il lettore con una storia meno estrema e didascalica di quelle finora pubblicate, ma altrettanto densa di significato.


L’AUTRICE


Foto Annarita

Annarita Petrino

Già autrice della raccolta di racconti di fantascienza cristiana “You God” (Edizioni il Papavero 2013) Annarita Petrino nata il 18/08/1977 a Giulianova (TE), laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Università “G. D’Annunzio” di Pescara e insegnante di scuola dell’infanzia, si cimenta con una nuova prova, quella dei “Racconti nascosti nei sogni” nove questa volta. Attualmente membro dell’Associazione World SF Italia e della Dedalus Studi di Teramo, scrive fantascienza da quando aveva 13 anni, cioè da quando ha incontrato Isaac Asimov e i suoi libri, meglio dire i suoi robot! Da allora ha pubblicato diversi racconti su riviste di fantascienza, webzine e siti. Nel 2004 esce il suo primo romanzo di fantascienza “Ragnatela Dimensionale” nella collana “I Delfini” della Delos Books di Milano. Ha ottenuto alcune distinzioni di merito in concorsi di letteratura fantascientifica. Per 4 anni ha pubblicato online una rivista cristiana gratuita “Voci dell’Anima” e ha gestito per diverso tempo il blog E-vangelizzazione. Ha scritto numerosi articoli sia sull’impatto della rete e della tecnologia sulla vita dell’uomo, sia sulla fantascienza cristiana. Ha passata diverso tempo a cercare di coniugare la sua passione per la fantascienza con la propria fede, giungendo infine a una sintesi: una fantascienza in grado di rispondere alle provocazioni lanciate dalla fantascienza tradizionale, dove troviamo spesso scenari in cui Dio risulta assente o viene incarnato da nuove forme di religione, di solito collegate a nuove culture, a nuove razze (aliene) o a nuovi assetti sociali e governativi. Si tratta di un accostamento alquanto ardito, ma è in questo modo che nascono le sue due raccolte, che si distinguono per lo stile inedito con cui affrontano temi attuali e scottanti come quelli dell’eugenetica.

La raccolta “You God” (Imperfezioni, Judy Bow, Hic et Nunc e You God) ha ottenuto il secondo posto alPremio Contemporanea d’Autore 2014 di Alexandria Scriptori Festival insieme a una menzione speciale e il Premio del Presidente al PremioTra le Parole e l’Infinito2014.

Tra i racconti presenti in questa raccolta (disponibile anche in formato ebook sul Kobo Store) vanno segnalati: “Cristoforo”, finalista al Match d’Autore di Montesilvano Scrive 2014, “Non quando esso vive” finalista al concorso Amore e Morte 2014 indetto da Il Mondo dello Scrittore Network in collaborazione con Edizioni Esordienti Ebook, “La stessa medaglia” finalista al Concorso Omero 2014 indetto dalla Casa Editrice Il Papavero e finalista a N.A.S.F. 10 e “Le luci della Strade” finalista al concorso Progetti di Armonia.

Scopri di più visitando il suo blog su WordPress e la sua pagina Facebook.

Leggi altre Storie Per Un Piccolo Pianeta su Annarita Petrino!

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