L’inferno a un passo dal cielo

Il mare all’orizzonte sembrava un telo di raso turchese lasciato a danzare nel vento. Il sole di mezzogiorno vi si rifletteva creando un gioco di luci che mi tolse il fiato, mentre il Vesuvio, che osservava dall’alto la miriade di barchette che puntellavano l’acqua, era nitido come in una cartolina, striato dagli strappi scuri dei boschi che lo percorrevano dall’alto verso il basso. Se esisteva il Paradiso doveva esser quello.


Mi schiacciai contro il muro e, per un attimo, temetti che stesse per venirmi un infarto. Dinnanzi agli occhi iniziai a veder guizzare piccoli lampi d’oro che come vermi luminosi sfrecciavano lungo le tenebre che riempivano la mia visuale. Il cuore mi si strinse al punto di farmi male e perse una decina di battiti, finché non fui certo che fosse fermo del tutto.

Stava urlando. La bambina, il fantasma, l’entità, qualsiasi cosa fosse alle mie spalle dall’altra parte di quel dannato muro stava urlando come un’ossessa, di paura, di dolore, di puro terrore. Urlava, e più urlava meno io sapevo cosa fare. Non era un urlo di follia o di esasperazione: era proprio il suono che qualcuno fa quando è terrorizzato, quando muore. Urlava, per un attimo mi sembrò la voce di Linda, ma non era la voce di Linda, era la bambina alle mie spalle, ne ero certo. Ero fuori dalla porta. Ero dall’altro lato del muro. Eppure vidi.

È a terra. Muore. Muore davanti ai miei occhi, con la gola tagliata, proprio come nella lettera, e io la guardo, ma non so come aiutarla. Non posso farlo. Sento qualcosa scivolarmi tra le dita, abbasso gli occhi, le mie mani sono nere di sangue. Il sangue di lei, che sta morendo, e quando il suo cuore si ferma apre gli occhi e li rotea, posandoli su di me. Su di me che non sono nemmeno in quella stanza. Ma mi sta guardando. Sta muovendo le labbra spaccate e insanguinate, sta dicendo qualcosa. Sta sorridendo.

La sua voce mi arriva alle orecchie come un sussurro e mi squarcia l’anima in due.

Sei contento adesso? Improvvisamente non fui più in me.


CHE LIBRO È?

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Al di là della cornice è un romanzo breve scritto da Giovanna Evangelista e pubblicato da Panesi Edizioni. Segui  l’autrice su Facebook o su Dandelion, il blog degli autori emergenti e acquista il libro in formato elettronico su Amazon (kindle) o BookRepublic (epub) o in formato cartaceo da Amazon o dal sito dell’editore.


ABSTRACT


Quando Daniele e Linda mettono piede nella loro nuova casa, in un antico palazzo di via Posillipo, non si aspettano certo di trovare il ritratto di una bambina appeso in camera da letto… soprattutto perché, quando avevano visitato la casa prima di acquistarla, quel ritratto non c’era.
Proprio quella notte inizia l’incubo che li trascinerà in una spirale di terrore e follia fino a scoprire con orrore il segreto che si cela al di là della cornice.


RECENSIONE


Un appartamento con vista sul Paradiso? Purtroppo è una visione ben peggiore quella che attende i protagonisti di “Al di là della cornice”, il nuovo romanzo breve di Giovanna Evangelista. In una Napoli pittoresca quanto surreale, una casa appena comprata si rivela luogo da incubo e teatro di tragedie. Narrata con uno stile più maturo e ricco di suspense del precedente Giochi di Ombre, il racconto conferma il talento di Giovanna Evangelista come narratrice del mistero gettando le basi per nuovi, interessanti romanzi.

Se volete dare un nuovo significato alla frase: “Si guarda Napoli e poi si muore” buttatevi a capofitto in questo piccolo libro d’incubi e d’orrori. Non ve ne pentirete.

Per saperne di più, leggi questa breve anteprima in PDF o ePub!

Leggi altre Storie Per Un Piccolo Pianeta su Giovanna Evangelista!

Cosa pensi di questa storia? Quale segreto potrebbe nascondersi a Posillipo? Commenta!

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