Un bacio d’addio

Si sforzò di riportare alla mente la vecchia fotografia: capelli neri, lisci e folti. Occhi neri come pozzi, uno sguardo senza pupilla. Un sorriso leggero, delicato, stampato su un volto giovanissimo, senza una ruga né un inestetismo. La pelle bianca, che contrastava col nero intenso della chioma che pareva dipinta a pennellate scure come la pece.
Un brivido lo colse inatteso, un’immagine già vista si sovrappose a quel ricordo. Posò la foto che teneva in mano, scorse tra i disegni, frenetico, afferrò l’unico che non aveva una copia.
Il ritratto di quella ragazza.
Il sangue gli si ghiacciò nelle vene. Tutto era proprio come ricordava, ogni tratto corrispondeva.
Perché non ci aveva pensato prima? Quel disegno era l’esatta copia della fotografia che aveva ritrovato da bambino, come se l’artista l’avesse attentamente ricopiata, con dovizia di particolari. Ecco perché la fotografia non era nella scatola: chi aveva fatto quel ritratto probabilmente aveva dimenticato di metterla via, dopo aver finito. Dominique.


Il dottore ritornò a sedersi con la schiena dritta, nella posizione in cui era solito fargli le domande. Si preparò a riceverne altre, ma non arrivarono. Anzi, come una doccia fredda, parlò.
“Deve capire che quest’incubo non è altro che una inutile angoscia, che non porterà mai niente se non dolore. Cosa crede che possa farle di male la donna senza volto? Di certo nulla, poiché è solo una figura eterea. Una figura che non può toccarla, non può sfiorarla, non può esistere nella realtà. È come un’ombra. Lei lo sa che cos’è un’ombra?”
Annuì istintivamente, senza riflettere.
“E cos’è?”
Il giovane provò ad articolare una definizione. Si rese conto, con sua immensa sorpresa, di quanto fosse difficile definire un qualcosa in un ragionamento nonostante nella sua testa esso fosse ben chiaro.
“È la parte non illuminata di qualcosa… è assenza di luce.”
“No, è molto più semplice. L’ombra è il risultato della proiezione di qualcosa, sia esso un oggetto o una persona. E la paura non è altro che l’ombra dell’anima, una banale proiezione di se stessi.”


È il mio futuro, il mio futuro. Il mio futuro.
Il buio intorno a lei pareva avvolgerle il cuore e stringerlo forte, in una morsa d’acciaio. Reprimeva i singhiozzi a stento per non farsi sentire dai suoi genitori. Aveva la gola di fuoco, e al posto della saliva buttava giù lacrime di magma.
È il mio futuro, è ciò che voglio. Il mio futuro.
Aveva detto che la lampadina del lume s’era fulminata. Aveva sempre dormito con la luce accesa, ma quella notte non voleva vedere quella camera, la sua, che stava per abbandonare. Non l’avrebbe rivista mai più.
È ciò che ho scelto. Avrò Liam tutto il tempo con me. Non è forse quello che più ho desiderato al mondo, quest’ultimo anno?
Ancora magma da ingoiare, ancora dolore. Il cuore pareva essersi inchiodato in petto. Una lama rovente l’attraversava da parte a parte.
Non è forse ciò che più ho desiderato al mondo?
Voleva tornare bambina. Voleva essere di nuovo ingenua e incapace d’amare. Non voleva andar via. Il dolore di aver perso Liam, il dolore della distanza, le lacrime che bagnavano le lettere, i sogni che la riportavano al passato, il desiderio di vivere con lui. Tutto era lontano mille anni, tutto pareva svanire e non avere più senso dinnanzi a quel dolore mille volte più grande.
Aveva sempre saputo che avrebbe sofferto, ma quanto faceva male il dover affrontare la realtà. Perché, prima ancora dei suoi genitori, doveva affrontare sé stessa.


Quando l’ultima parola fu scritta, pregò Lisa di farla arrivare al padre, assieme al bambino, il frutto del suo grembo, poiché in lui c’era l’anima di lei. Poi, chiuse gli occhi.

I medici trovarono complicazioni. Un’emorragia cerebrale dovuta alle percosse, la lacerazione della pleura e dello stomaco a causa delle costole spezzate e i traumi causati all’organismo dalla mancata assistenza durante il parto la stroncarono senza pietà, ponendo fine alla sua vita, col solo rimpianto di non poter dare il bacio d’addio al suo piccolo miracolo.


CHE LIBRO È?


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Giochi di Ombre è il romanzo d’esordio di Giovanna Evangelista pubblicato nel 2015 da Lettere Animate. Segui  l’autrice su Facebook o su Dandelion, il blog degli autori emergenti e acquista il libro in formato elettronico su Amazon / BookRepublic o in cartaceo su Mondadori Store.


ABSTRACT


Liam è un giovane studente fuori sede che nasconde un inquietante segreto: nei suoi incubi appare una donna senza volto che gli sussurra sempre le stesse parole. Questi incubi sono un tormento per lui: gli si presentano ogni notte, sempre uguali, da quando era bambino. Ormai, dopo vent’anni, Liam ha imparato a conviverci, credendosi pazzo. Non sa che, una sera come le altre, un’inquietante verità inizierà a prender forma, rivelando un passato che doveva restare nascosto.


RECENSIONE


L’ispirazione non ha età. Senti una trama formarsi nella tua immaginazione, personaggi in cerca d’autore che implorano d’essere raccontati, e senza neanche accorgertene ti ritrovi a scrivere il tuo primo romanzo.
È quello che è successo a Giovanna Evangelista, che a soli 19 anni si lanciò nell’impresa di narrare un grande dramma che va dal rosa al giallo al nero, un viaggio alla scoperta di un grande segreto e di una grande tragedia. Unendo la sensibilità delle grandi storie sentimentali a un amore per il mistero, il thriller e l’orrore, Giovanna ci regala un libro snello e di agile lettura, che riecheggia anche nel modo di parlare dei personaggi il genere del feuilletton, romanzo popolare dalle tematiche sentimentali, tragiche e nere che nei primi del Novecento veniva allegato ai giornali italiani e francesi.
Certo, si tratta di un’opera ingenua, immatura, giovanile, con personaggi descritti forse in troppe poche parole, apparenti buchi di trama e una struttura che spesso non esalta la trama ma finisce un po’ per smorzarla e appannarla.
Ma proprio davanti a questi limiti è importante ricordare che esistono argomenti, storie, temi dotati di un valore narrativo, sentimentale e umano così grande da superare ogni sporcatura tecnica. Ecco perché vale la pena leggere questo romanzo.

È una storia d’amore e gelosia, nascita e morte, incubi e segreti, pazzia, violenza e sacrificio, tenuta insieme da ricordi d’infanzia come una tenda da campeggio in giardino, fotografie sbiadite, disegni di tanto tempo fa e una serie di lettere nascoste dove non possono più far male. È la storia del giovane Liam, tormentato nel sonno da una donna senza volto, e del suo percorso di crescita verso la verità. È la storia di Gaia, abbandonata a se stessa da un marito assente, e del suo incontro con Dian, anima sofferente e solitaria. È una storia di destini che si intrecciano e di sopravvivenza contro ogni aspettativa. È la storia di una donna che muore dopo aver dato alla luce il suo piccolo miracolo e cerca un modo per dirgli addio. Ed è la storia di una fotografia con su scritto un nome: Dominique.

Per saperne di più, non ti resta che leggerla!

Leggi altre Storie Per Un Piccolo Pianeta su Giovanna Evangelista!

Cosa pensi di questa storia? Quale segreto potrebbe nascondersi dietro alla donna senza volto? Commenta!

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