Non era un addio

Taki superò il nastro che delimitava la zona di
manutenzione nella zona ovest del cimitero e raggiunse
la tomba di Ariadne, posandovi i fiori di morfoplastica
che aveva portato. In quanto capo dell’ufficio preposto al
controllo trasmissioni, poteva girare liberamente per il
cimitero senza che nessuno potesse dirle niente. Fissò lo
schermo nero a cristalli liquidi sul quale campeggiavano
la data di nascita e quella di morte separate solo da quattordici
anni e ripensò a quell’oscuro giorno di marzo in
cui una malattia insidiosa e incurabile le aveva portato
via la sua amica, lasciando un vuoto che sembrava ancora
incolmabile e incomprensibile. Guardò la foto sorridente
e il pozzo nero dei suoi occhi, una finestra
sull’anima nella quale aveva guardato solo pochi giorni
prima che morisse. Lo schermo ebbe un guizzo e si spense.
Dopo un attimo riapparvero le date del confortante
verde smeraldo su fondo nero.
Taki sbuffò. La settimana prima il sistema trasmissioni
della parte ovest del cimitero aveva cominciato a
dare problemi ed era quindi in corso il controllo delle reti.
La sua casella di posta stava già collassando sotto il
peso delle lettere di protesta sul malfunzionamento delle
trasmissioni.
Salutò la sua amica e si allontanò in direzione degli
uffici dirigenziali situati su una piattaforma rialzata
che dominava l’intero cimitero. Taki entrò nella sua stanza, si sedette alla consolle ed entrò nel sistema informatico
del cimitero. Esso era stato concepito affinché fosse
possibile programmare gli schermi per trasmettere spezzoni
di vita terrena del defunto. Lavorò per tre ore di fila,
evadendo tutte le richieste per il giorno dopo e cercando
di programmare al meglio le trasmissioni del settore
ovest. Non poteva fare altro fino a che non fossero terminati
i lavori. Si staccò dal terminale, stropicciandosi gli
occhi. Tutta la tensione accumulata durante la settimana
cominciava a farsi sentire e lei era esausta. Guardò fuori
dalla finestra, in giro ormai non si vedeva più un solo
operaio e cominciava a farsi buio. Era ora di tornare a casa,
prima però sarebbe passata a salutare di nuovo
Ariadne. Quando le avevano offerto quel posto di lavoro,
ne era stata entusiasta, sia perché il cimitero non era lontano
da dove abitava sia perché in questo modo poteva
sentirsi vicina alla sua amica. Nessuno richiedeva mai di
trasmettere dei filmati sul suo schermo, così a volte era
Taki stessa ad avviarne la programmazione anche se non
aveva il coraggio di guardarli. Spense la consolle e chiuse
l’ufficio, quindi si avviò verso la parte ovest del cimitero,
ormai deserto, sotto gli sguardi delle foto olografiche e il
guizzare degli schermi. Svoltò a sinistra e si fermò davanti
alla tomba di Ariadne, quindi sfiorò con un dito la sua
foto.
– Perché sei andata via? – chiese a voce bassa
Perché così era scritto.
Il cuore di Taki saltò un battito per poi accelerare
di colpo, mentre lei fissava incredula quelle parole verde
smeraldo che erano apparse sullo schermo al posto delle date. Chiuse gli occhi e li riaprì, ma le parole erano ancora
lì, tremolanti.
– Ma…chi è? – mormorò Taki con un filo di voce.
Sono io.
Gocce di sudore freddo lungo la schiena.
– Ariadne? Ma come… –
Non ha importanza.
– Perché sei tornata? –
Perché sento che da sola non ce la fai.
– Pensavi che sarei riuscita ad accettare la tua morte? –
Io non ti ho mai abbandonata.
– Avrei voluto salutarti un’ultima volta. –
Non volevo che mi dicessi addio.
– Ho vissuto nel tuo ricordo, cercando di capire. –
Ci sono cose che devono semplicemente essere accettate.
– Non la tua morte. –
La mia come quella di altri.
Taki cadde sulle ginocchia, scuotendo la testa e
piangendo come non le capitava ormai da tanto.
– Dopo tutto questo tempo… –
Il tempo non esiste dove vivo adesso.
– Allora portami con te. Mostrami il tuo ovunque invisibile. –
Schermo nero.
– Ti prego Ariadne, io voglio… devo rivederti. –
Schermo nero.
– Ti prego… –
Lo schermo cominciò a emettere una luce intensa, la stessa
che Taki aveva già visto negli occhi di Ariadne durante
il loro ultimo incontro. Si ritrovò in un altrove inesistente,
al di là del tempo e dello spazio, sentì una grande pace invaderla e riuscì a vedere la realtà del mondo con
occhi diversi.
C’è tutto un mondo da scoprire, appena sotto la superficie
percepibile. Bisogna solo trovare il coraggio di farlo.
La sua amica era in piedi davanti a lei.
– Lascia che resti qui con te. – disse Taki
La figura davanti a lei scosse la testa.
– Ti prego. Nulla ha più senso quando perdi le persone
che ami.-
Ariadne parlò senza muovere le labbra: Non parlare
così! Sei ancora viva e non capisci il valore di questo dono.
Le persone che ami saranno sempre nel tuo cuore, ma tu devi
continuare a vivere. Non puoi permetterti di sprecare la vita
nel rimpianto!
Ariadne l’abbracciò e lei sentì tutto il suo calore,
esattamente come quell’ultima volta che si erano abbracciate.
Il sole sorse illuminando un fiore nato durante la
notte ai piedi della tomba di Ariadne. Poco al di sopra
era appesa una piccola immagine con un Crocifisso e una
donna ai suoi piedi… una madre in lacrime per la morte
del figlio. Taki la notò per la prima volta, ma vi trovò
grande conforto. I lavori di manutenzione vennero ultimati
e tutto tornò a funzionare come prima. La sua amica
non si fece più viva, ma lei la sentiva nel cuore con una
nuova bellissima consapevolezza.
Ad Arianna
1977 – 1992


CHE LIBRO È?

Copertina

Racconti nascosti nei sogni è una raccolta di racconti di fantascienza cristiana scritta da Annarita Petrino nel 2015 e pubblicata da Edizioni il Papavero. Si può acquistare online sul sito dell’editore, AmazonIBS.


ABSTRACT


I nove racconti di questa raccolta sono quelli nascosti nei sogni senza Dio di un’umanità ormai alla deriva, che trova nella fede l’ultimo appiglio che le impedisce di rinunciare completamente a se stessa. Nove racconti di fantascienza ma anche di vita reale che, attraverso le vicende dei protagonisti umani e non, in futuri più o meno possibili, raccontano il dramma di alcune situazioni che affondano le radici nel nostro presente. Uno sguardo lungo della fantascienza sui sogni di onnipotenza dell’uomo.
Apre la raccolta un racconto brevissimo “Cristoforo” finalista al Match D’Autore di Montesilvano scrive 2014, dove il destino dell’umanità si gioca all’interno di un dialogo muto tra un uomo e un robot telepatico.
Seguono due racconti lunghi:
“Non quando esso vive” finalista al concorso Amore e Morte indetto da Il Mondo dello Scrittore Network in collaborazione con Edizioni Esordienti Ebook tratta il controverso tema dell’eutanasia. In un futuro in cui ai pazienti in coma è assegnato un ologramma che esprime la volontà di morire, staccando la spina, il vero amore lotta per vincere sulla logica del relativismo.
“La stessa medaglia” finalista al Concorso Omero indetto dalla casa editrice Il Papavero e al concorso N.A.S.F. 10, dedicato a non vedenti e ipovedenti, narra di una temporanea cecità della protagonista che, tornando a vedere, scopre che la realtà che la circonda ha sempre avuto due facce.
Si prosegue con racconti molto brevi che di volta in volta hanno partecipato a contest letterari organizzati dal blog Il Mondo dello scrittore.
“Pinocchio” una favola 2.0 in cui il famoso burattino di Collodi si presta a dare voce a tutti quei bambini ottenuti per “diritto al figlio” dei genitori.
“Nascosto nei sogni” è la speranza di un’umanità che ha rinunciato a se stessa in nome di una folle, quanto insensata, ricerca di Dio.
“Il suono di quelle campane” è la storia di un’assenza e di un cuore spezzato in bilico tra la rete, la sua solitudine e la sua offerta di eternità e il nostalgico suono delle campane di una chiesa.
“Ariadne” è un omaggio a quanti sono scomparsi prematuramente e al nostro desiderio di poterli riavere qui con noi.
“Minosse” è un robot giudice di vite ormai considerate inutili e non più degne di essere vissute.
“Le luci delle Strade” un racconto di Natale dedicato a tutte le spose in attesa di maternità.
Nove racconti che spezzettano la modernità e la dipingono quale essa appare, pur continuando a sollevare interrogativi a cui è necessario dare una risposta.

 


RECENSIONE DELLA RACCOLTA


 

Sappiamo ancora credere alle favole?

Non parliamo di colorate fiabe Disney, ma di storie di un futuro pieno di luci e ombre, storie da cui imparare qualcosa, storie con un morale, racconti nascosti nei sogni.
Un ‘opera corale in cui la scienza permette nuove esperienze e la fede indica la direzione migliore. Incontreremo figure particolari, nomi celebri come lo scienziato Amerigo e il robot telepatico Cristoforo, che annullano il loro grande esperimento quando si rendono conto che metteranno in pericolo tutta l’umanità.
Vedremo Pinocchio, un bambino su misura ordinato dai coniugi Geppetto presso la clinica Il Gatto e La Volpe, desiderare la somiglianza fisica coi genitori adottivi.
Osserveremo il terribile Minosse, giudice di vite ritenute inutili nella sovrappopolata Kairon City, muoversi a compassione quando tra gli individui da eliminare scorgerà un cristiano.
Incontreremo Pit, un operaio che deve smaltire tonnellate di cristalli, rappresentazioni fisiche dei sogni di un’umanità perduta.
Vedremo Lory viaggiare lungo Strade sempre più disumanizzate per dar luce a un desiderio, un sogno legato alla Natività.
Accanto ai personaggi bizzarri e vistosi, però, troviamo persone reali, donne qualsiasi alle prese coi drammi della vita.  Un’esperta d’informatica che cerca di riempire il vuoto di un marito scomparso col lavoro, lo shopping, la religione. Una ragazza che viene salvata dalla cecità con un occhio artificiale e scopre di poter osservare la realtà da due diversi punti di vista. Una donna che decide di stare accanto al fidanzato in coma fino alla fine nonostante la mente di lui, collegata a un’Intelligenza Artificiale, insista per staccare la spina. E poi c’è Ariadne.
Ariadne, morta a soli 14 anni, che riesce a parlare con la sua migliore amica tramite una lapide elettronica. Ghost in the machine? Uno spettro nel computer? No. Un’anima salva che fa intravedere una luce, una pace, un assaggio di Paradiso.

La nuova raccolta di Annarita Petrino abbandona i toni cupi del precedente You God per accompagnarci in un caleidoscopio di piccoli sogni e incubi e mostrarci il ruolo che la scienza e la fede hanno nelle scelte della nostra vita.

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L’AUTRICE


Foto Annarita

Annarita Petrino

Già autrice della raccolta di racconti di fantascienza cristiana “You God” (Edizioni il Papavero 2013) Annarita Petrino nata il 18/08/1977 a Giulianova (TE), laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Università “G. D’Annunzio” di Pescara e insegnante di scuola dell’infanzia, si cimenta con una nuova prova, quella dei “Racconti nascosti nei sogni” nove questa volta. Attualmente membro dell’Associazione World SF Italia e della Dedalus Studi di Teramo, scrive fantascienza da quando aveva 13 anni, cioè da quando ha incontrato Isaac Asimov e i suoi libri, meglio dire i suoi robot! Da allora ha pubblicato diversi racconti su riviste di fantascienza, webzine e siti. Nel 2004 esce il suo primo romanzo di fantascienza “Ragnatela Dimensionale” nella collana “I Delfini” della Delos Books di Milano. Ha ottenuto alcune distinzioni di merito in concorsi di letteratura fantascientifica. Per 4 anni ha pubblicato online una rivista cristiana gratuita “Voci dell’Anima” e ha gestito per diverso tempo il blog E-vangelizzazione. Ha scritto numerosi articoli sia sull’impatto della rete e della tecnologia sulla vita dell’uomo, sia sulla fantascienza cristiana. Ha passata diverso tempo a cercare di coniugare la sua passione per la fantascienza con la propria fede, giungendo infine a una sintesi: una fantascienza in grado di rispondere alle provocazioni lanciate dalla fantascienza tradizionale, dove troviamo spesso scenari in cui Dio risulta assente o viene incarnato da nuove forme di religione, di solito collegate a nuove culture, a nuove razze (aliene) o a nuovi assetti sociali e governativi. Si tratta di un accostamento alquanto ardito, ma è in questo modo che nascono le sue due raccolte, che si distinguono per lo stile inedito con cui affrontano temi attuali e scottanti come quelli dell’eugenetica.

La raccolta “You God” (Imperfezioni, Judy Bow, Hic et Nunc e You God) ha ottenuto il secondo posto alPremio Contemporanea d’Autore 2014 di Alexandria Scriptori Festival insieme a una menzione speciale e il Premio del Presidente al PremioTra le Parole e l’Infinito2014.

Tra i racconti presenti in questa raccolta (disponibile anche in formato ebook sul Kobo Store) vanno segnalati: “Cristoforo”, finalista al Match d’Autore di Montesilvano Scrive 2014, “Non quando esso vive” finalista al concorso Amore e Morte 2014 indetto da Il Mondo dello Scrittore Network in collaborazione con Edizioni Esordienti Ebook, “La stessa medaglia” finalista al Concorso Omero 2014 indetto dalla Casa Editrice Il Papavero e finalista a N.A.S.F. 10 e “Le luci della Strade” finalista al concorso Progetti di Armonia.

Scopri di più visitando il suo blog su WordPress e la sua pagina Facebook.

Leggi altre Storie Per Un Piccolo Pianeta su Annarita Petrino!

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