Blues in Bonn

TEMPO

Segnare

L’evoluzione

(avvicinamento alla

Saggezza)

 

Crescere

Essere il momento

Senza fretta

O nostalgia

 

Un ambiente

D’azzurro

 

L’eterno

 

 

TRE STELLE

Nella notte

La saggezza

-tre stelle che brillano

E nessuno le guarda-

Fogli e inchiostro

Occhi

Spenti e vivi

La Forza

Nella stanchezza

Del riposo

 

 

SPORGERSI DA UN PICCOLO BALCONE

Sporche pennellate

Di blu cobalto

Tra un tetto

E l’altro

(il pittore è stanco?)

 

Oltre la tua vista

Dolce e preziosa

Nei suoi vestiti

Nuovi

La tua anima gemella

Sporgersi da un

Piccolo balcone

 

(non poter vedere)

 

Sognare

 

 

DARK SIDE OF THE MOON

Dal proprio Luogo

Meditare

Scrutare

Luci di città

Stelle d’un

Cielo riflesso

 

Nuvole viola

Attorno

(la luna al centro

Per parlare)

 

Riconoscere

Il suo volto

Innamorato

 

(sapere che

L’altra faccia

È nascosta)

 

DUBBI DI FRONTE A UN RIFLESSO

Essere spaventati

Dall’ombra

Di noi stessi

 

Insoddisfazioni

D’immagini

Specchiate

 

Atavica paura

Di non essere

Adatti

 

(vanità di fantasmi

Traslucidi)

 

Spazzata via

Da

 

NOVITÀ

Respirare

Riposare

Senza pensare

Meditare

Contemplare

In attesa

 

Il fischio

D’un merlo

Può rivelarti

Il (sempre)

Nascosto

 

 

SENZA CORNICE

Nel giardino

Di marmo

Tra le

statue

Una danzatrice

Di carne

Immobile

 

Nello sguardo

Un sorriso

Un cenno di mossa

Il suo abbraccio

 

Il nostro

Il vostro

Bacio

 

Non potrai più esser

Pietra

 

 

GRACE

Colorare la

Vita di dolcezza

 

Ridare grazia

Alla cosa più banale

 

Insegnare ad amare

Ad un guerriero sicuro

Ma nervoso

 

UN RITUALE

Immergersi

(non respirare)

Uscirne

Diverso

 

Lei ti guarda

(nuda anche lei)

Partecipe

 

Solo così

si può esser

pronti

 

per tutte le cose

 

grondando acqua

 

 

OLTRE IL GRIGIO

La Natura

È in me

È in te

 

Da lasciar

Cantare

E

Volare

 

Insieme

(osservando

Il Sole)

 

 

DESERT ROSE

Le carezze e i morsi

Sospiro di penombra

Labbra

Stringersi

Corrersi incontro

E poi scappare

 

Non rovinare la sua bellezza

(la colpa, la colpa)

Non sporcare il suo amore

Una cosa preziosa

Come le rose

Del deserto

 

 

PUPILLA INGRANDITA DAL FLASHBACK

Calore disperso

Nel ricordo

Di un bacio

 

Dimenticare il

Presente

È sbagliato

Ma il crepuscolo

Non è ambito

(amato?)

Quanto il tramonto

 

Del tuo amore

Qualche immagine

Scolpita

Sulla retina

 

 

PARTENZA TRA LE NUVOLE

 

Io sono il passeggero

e sul treno mi allontano
lontano da Roma
e dalle sue giornate afose

come un proiettile
attraverso il verde
nuvole
colline
un piccolo paese all’orizzonte

su un lungo rettilineo abbiamo sorpassato un fiume
forse è quel fiume che ho visto ieri notte in sogno
il fiume dei tramonti dorati

Te lo ricordi?

È li che ci siamo incontrati la prima volta

 

Ogni cipresso diventa campanile
parlami quando le siepi volano via
questo treno è casa mia
e corre tra le nuvole
nuvole in testa

una fabbrica
un fiore
tre case di mattoni
finestre
finestre
finestre

sto seguendo il
ritmo del cielo

 

 

BLUES DEL PONTE E DEL CEMENTO

 

<

p align=”center”>Fuori dal sogno,
dentro alle nuvole

fuori dai boschi

Quando il cielo tace
e si nasconde
allora la città delle tettoie si avvicina
Augsburg Hbf
così mi pare

Artgraffiti
e tentacoli di cemento
stiamo passando sotto a un altro ponte
siamo
al cuore
della civiltà edilizia nutrita di tecnologia
avvolti tra i cavi
– invischiati –

 

<

p align=”center”>Solo le tettoie rosse
mi danno serenità

<

p align=”center”>Il cielo è un bambino muto
stanco di giocare

Meno male che il mondo scorre
e il treno se ne sta per andare

 

 

BLUES DEGLI ANGELI DI VETRO

 

Le loro voci risuonano

echeggianti

tra parete e parete
come
anime prese in una rete
di fildiferro

In prossimità del pozzo,
scorgo la foresta di simboli

di Baudelaire

e le colonne di Cnosso

 

Il vetro istoriato, medievale
e postmoderno

mi schiarisce i pensieri
con la sua voce
polifonica
e tintinnante
e la luce scende dalla cima
su questo corpo immenso
di mistero
e il mio spirito
si sente pieno di

corporeità

 

sollevato
riportato a casa per mano
dagli uccelli della Tierra del Fuego
dall’albatross
e dal gabbiano
mentre le aquile scrutano a Sud
i monti da cui nasce il sole

e il pozzo
del tempio
delle 7 lingue
dove i sacerdoti
bruciano incenso
da generazioni

 

 

SALICE DELLE SABBIE

Sono risalito dal fondale
su sabbia color turchese
e polvere d’argento
sull’isola c’è un salice
uno solo
ma il più grande mai visto
sotto la sua ombra suona
il flauto di pan un
ragazzino pakistano
(13 anni, forse)

e il suono è un tuono
e i suoi occhi sono gialli

il suono è un tuono
e i suoi occhi sono gialli

“Posso riposare sotto il salice guardiano?”

“Lo può solo chi è stato al pozzo del tempio e tra i coralli.”

“È da lì che vengo io.”

“Arrampicati, dimmi cosa vedi dalla cima”.

 

Il salice si lascia salire con espressione benigna
e io siedo sulle sue spalle.

”Non vedo niente da quassù, guardiano.”

“Sicuro, viandante?”

“Niente, solo il cielo”.

 

Solo. Il. Cielo.

 

 

LA STRADA MISTERIOSA

Siamo parecchi
tutti abbiamo avuto
lo stesso sogno

uno strano vecchio
vestito di bianco
che ci chiamava

nella migliore delle ipotesi, un pazzo colpito da senilità

siamo partiti
seguendo una strada misteriosa

una ripida salita sulle pendici di un vulcano

spento

dove abita il saggio in una casa galleggiante

La strada è tortuosa e biforcuta
puoi perderti facilmente
ritrovarti al punto di partenza

Il vecchio ha seguito le stelle

del suo passato
e ha trovato pace
sussurrando parole di antica controversia

ognuno a cercare qualcosa
per sé

e per tutti
per te e per me

Ridammi il mio corpo, vecchio
dammi l’equilibrio

anche la tartaruga del Sahara
dopo il lungo viaggio
arriva a vedere il Mare.

 

 

AI PIEDI DELLA SELVA

 

siedo nel cespuglio di rose

moto perpetuo di elementi aerei
e il fluido sotto alle arcate
uno spiraglio

di azzurro

basta a tracciare

il tuo nome

ma nel rilassante

acquerello di una pineta

non troverai più alcuna ghianda

 

Le ho prese tutte io

Le sto portando nel sotterraneo
voglio aprirle

chissà cosa ci sarà
sotto la superficie

 

 

 

GIOCO D’UNA DOMENICA

 

la piazza si sparse di bianco

e l’aria fu piena d’incenso

 

il giardino delle delizie
e la sacra vetta proprio a due passi

mentre il gioco d’una domenica,

d’un pomeriggio d’estate
acquista sole e vento

e il mio albero mi fa ombra
e suona il flauto
accanto a una colonna d’Austria
e a una foglia d’agrifoglio
coperta di rugiada

 

 

A MENTE LIBERA

 

quando ero più intelligente
pensavo troppo
e il cervello si surriscaldava

ora non penso più così tanto
sdraiato tra i prati
del riverbero

della valle

di velluto

 

Immortalità

fili d’erba
un destino simile e parallelo
fili d’oro
fili di giada

saranno distrutti da un vulcano
nella notte delle stelle di fuoco
o due giorni più in là

 

 

BLUES DELLA PACE

 

Ho visto un uomo con un fiore in bocca
le spighe del mattino
i giardini d’agosto
uno zeppelin nel cielo

e un pianeta arancione da basket

Non capisco a cosa serva
alzar tanto la voce
e prendere in mano un fucile

Non capisco che cosa
vogliate ottenere

Ho visto un uomo vestito di nero
e una donna vestita di blu
un bambino rincorrere un pallone

un mondo da basket arancione

 

Abbiamo tutti lo stesso cielo

sopra di noi

e lo stesso mare di sotto
e anche se il mio è più pulito,
il tuo orto è più verde

 

Sento la musica dei trifogli
e delle zanzare a motore
il canto dei capodogli
e il rumore

d’un pallone

che vola

eclissando il sole

 

il mondo è una palla che gira

 

Comincia il gioco

 

PORTE A SCIVOLO

 

quando ogni mela

sente di dover

smettere di

rotolare

 

comincia il pendio

 

dove il tempo è grande

e non c’è niente su cui bussare

ci sono le porte a scivolo

 

in bilico

pericolosamente in bilico

gettato oltre qualche limite parassitario

ti innalzi

sulla sommità scomoda

ti siedi

guardi il panorama

e scivoli giù

LUCE DELLE NEBBIE

 

il richiamo lo abbiamo sentito
il faro è stato acceso

e ogni marinaio torna dal Mare delle Nebbie
dopo aver pescato una Bussola con una Sardina

 

<

p align=”center”>il fiore
che tenevo in mano
oscilla
sulle onde delle ninfee

ma i suoi 100 petali non sono pronti a rivelare i suoi misteri

 

e i suoi occhi non sono di questo mondo

 

  • Quando Presi Il Mare Ero Diverso

(già lo dissi un tempo e lo ripeto)

Quando la nave entrerà in porto

e ogni cuore trabocca

WISH YOU WERE HERE IN WONDERLAND

 

… mentre la fiaccola s’accende nel Foro

 

Wish You Were Here

 

e l’infinita bontà di un padre misericordioso e di una madre frustrata

 

e anche i conigli drizzano le orecchie facendo cenno d’andare

 

Più indietro s’estende

la tenda, e Valle Ombrosa

ma avanti solo Sole

Quando anche la doppia piramide nera

scintillerà

 

<

p align=”right”>- io ci sono già stato
ma è come non ci fossi stato

mai

datteri e salici

ruscelli e gnomi

Wish I Were There

SELENE NICKEL CROMO

 

l’acqua scorre sulle nostre teste
senza bagnarci

Ti saluto, potente umile

ma non è forse

un’ipotesi un po’azzardata?

 

Sarebbe tutto più semplice

in un altro momento

in un altro luogo

con altre persone

un temporale a New York

e dopo la seconda birra

puoi cascare nel fango

(tra i giullari)

Vai. Ora.

 

CIO’ DI CUI SON FATTI I SOGNI (DEI GATTI)

La pantera scorre

nel buio

con i suoi occhi

color del latte

 

Il cielo di damasco

è scuro

come le acque del mare

 

I volatili attendono

i crepuscoli

per cadere addormentati

 

E’ il momento

della civetta

del pipistrello

e del gufo

 

Ivan ha

quasi raggiunto

(al margine della steppa)

il suo lupo di neve

 

Si riscalda

ai suoi occhi

di brace

 

Fenici arabe

s’incendiano

al centro del

serraglio

cospargendo

il mondo

di cenere

 

E tra le fiamme

amore

felice amore

ingrossa le

sue radici e

cresce

più alto

mettendo

nuovi rami

 

Solido

sulla terra

dell’isola

incastonata

nella roccia

 

Il mondo ha

le sue tigri di fuoco

che si aggirano nei

labirinti di specchi

 

L’amicizia

ha i suoi leoni

d’acqua

e i suoi

giaguari di carta

(sognando gibilterra)

 

 

L’UOMO IN CIMA AL COLLE

Luce di Luna

Taglia le onde

Del buio

(attraverso il taglio)

Una collina

Un albero

Un arciere

 

Al di sotto – la valle

Il mare d’ombre

(paura dell’ignoto)

Febbrile attesa

Ansia

(frecce scoccate)

 

Se provi a sederti

(al centro di te)

L’alba

 

Dove ogni

Tenebra evapora

 

ORO DEI CIELI

Come una

Sentinella

Nell’alba

 

Mentre il

Volo degli uccelli

Attraversa

La materia

Delle nuvole

(di questa son fatti

I sogni)

 

Per realizzare


 

Blues in Bonn è una raccolta di poesie inedite di Boero Terlizzi.

Leggi altre Storie Per Un Piccolo Pianeta scritte da Boero Terlizzi!

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